Giornalismo e Web al Social Media Marketing Day a Milano

Giornalismo, web e social media

Un’intera giornata a cura di Social Media Marketing Day, per discutere di come e quanto in Italia il settore dell’informazione sia cambiato con l’avvento delle piattaforme social. Speaker Andrea Albanese, ospite d’eccezione Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera.

Social media e giornalismo, un matrimonio che s’ha da fare.

Milano. Mercoledì 19 ottobre, UniCredit Tower Hall. Inizio dalla fine. Si è usciti dall’incontro con questa convinzione: Facebook e Instagram non sono solo per bimbiminkia, tantomeno per i cosiddetti millennials, ovvero tutti quegli esserini nati negli Anni Duemila. Badate bene, ho detto non sono solo. Perché loro ci sono eccome, li usano e li vivono in modo naturale. Già i nati negli Anni 90 dimostrano delle difficoltà. Chi come me è nato negli Anni 80 non li accetta facilmente e ne è anche un po’ infastidito. Chi è nato prima, ne ha semplicemente paura, diciamoci la verità. Il punto però, emerso anche in evento, è semplicemente questo: sono solamente linguaggi diversi, tutto qui. Linguaggi con cui tuttavia bisogna alfabetizzarsi, subito, non tra un anno e mezzo come avverte Andrea Albanese, perché l’evoluzione è qui e ora. Un esempio? Guardate nella foto in basso la presenza di CNN sui social. “CNN è il benchmark” ricorda alla platea Andrea Albanese. Da loro dobbiamo prendere spunto, a loro dobbiamo guardare.

CNN e Social Media

Il nuovo giornalismo: più social, meno media.

Una bellissima e stimolante chiacchierata è stata quella a cui Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera, ha partecipato assieme ad Alessandro Albanese e Renato Vichi, Head of Media Relations, UniCredit.

Con le sue parole ci ha portato all’interno del Corriere, introducendoci nella classica giornata lavorativa in cui il cartaceo e il digitale vengono curati secondo precise linee editoriali e strategiche. Il giornalismo sul web presenta molte continuità con quello tradizionale, ma è totalmente diverso per alcuni fattori, ammette il direttore: la lettura è istantanea, come istantanea è la possibilità di commentare, di correggere, di creare un dibattito. Vi dò la mia visione: amo questa dimensione del giornalismo. Cade, si frantuma, la barriera tra chi scrive e chi legge. L’atto di scrivere la notizia non è più il punto d’arrivo, quanto piuttosto quello d’inizio, da cui giornalista e lettori svilupperanno la conversazione attorno alla notizia stessa. E Luciano Fontana accoglie la sfida, trasformandola in opportunità: i social media sono utili sia per i giornalisti, che per i lettori del Corriere.

Da giornalisti a editori di contenuti.

Personalmente, le sue parole mi ha restituito molto entusiasmo e speranza nei confronti del mondo del giornalismo, di cui io stesso faccio parte, ma troppe volte non mi ci sono riconosciuto. Il motivo? Non ho mai amato la paradossale barriera comunicativa esistente tra chi scrive l’articolo e chi lo legge. D’altronde, comunicare e informare (in-formare) sono due cose ben diverse, mettiamocelo in testa. Per fortuna le cose stanno cambiando. Il mio prof. Luciano Costa parlava di E-Information, inscrivendola all’interno di quelle che lui chiamava “Le 7 Rivoluzioni Informatiche” già circa quindici anni fa.

L’opportunità è qui e ora. Si tratta di linguaggi che chi opera nel mondo della comunicazione e dell’informazione deve fare suoi, farli entrare nel quotidiano proprio come già avviene per gli sms e WhatsApp. I social media devono diventare ovvi, pura routine. Scaricate queste benedette app quindi, mettetele nella schermata principale del vostro smartphone, apritele, usatele senza timore, magari chiedete come usarle ai vostri figli, nipoti, figli di amici, insomma: diventate anche voi dei perfetti bimbiminkia.

Scherzi a parte, familiarizzate con queste piattaforme. Una volta che sarete in grado di raccontare le vostre giornate su Snapchat, fare foto d’impatto per Instagram corredate dai giusti hashtag, allora iniziate pure ad introdurre i social media nel vostro lavoro. Vi si apriranno mondi e opportunità professionali, diverrete editori di contenuti: la notizia non sarà più solo riportata per scritto, ma anche mostrata per foto e video, fatta ascoltare e vivere in diretta. Aumenterete l’engagement con i vostri lettori, perché non scriverete più notizie: creerete storie. Storie in grado di informare ma anche, se ce ne sarà la possibilità, di coinvolgere emozionando. Eccola l’evoluzione del giornalismo.

All’estero sono già molto avanti, qui in Italia siamo ancora sulla soglia di partenza. Bene, anzi ottimo. Perché chi ora, ORA, inizia a utilizzare in modo naturale e professionale i social media nella propria attività giornalistica, avrà in pugno oltre al proprio telefono, la modalità di comunicare, informare e intrattenere di un futuro divenuto ormai…presente.

Written By
More from alessandro

In Arrivo un Documentario sulla Bad Boy Records e Notorious B.I.G.

Al Tribeca Film Festival 2017 sarà proiettato Can’t Stop, Won’t Stop: The...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.