Re Senza Corona, album d’esordio di Gianni Bismark – La mia non recensione

Gianni Bismark - Re Senza Corona

Questo è un post diverso dal solito: è stato un flusso di pensieri e parole che mi sono venute d’improvviso, sul treno. Stavo ascoltando Re Senza Corona di Gianni Bismark e quelle che seguono sono sensazioni e considerazioni a caldo. Zero editing, zero re-writing. Dal cuore, passando per la testa, finendo sullo schermo del mio smartphone. 

Gianni Bismark - Re Senza Corona: recensioneSto sul treno Napoli Milano, la connessione non va. Apro Spotify e cerco qualche album scaricato da ascoltare offline.

Ripesco Re Senza Corona, l’album d’esordio di Gianni Bismark. Che dire: è uscito a gennaio e secondo me è ancora il miglior album rap del 2019. Sottolineo secondo me.

Fresco e fatto bene, piace ai trappari e anche ai puristi. È il suo primo album, ma Gianni non si è svegliato ieri. Si vede e soprattutto si sente.

I feat funzionano alla grande e sono coerenti: ci sono i fratelli Ketama, Pretty Solero e Franco, i cuginetti della Dark Polo e i due “uomini di mare” Ntò e Izi.

Le tracce scorrono che è una bellezza, come capitoli di un racconto che ha il suo inizio, il suo sviluppo e la sua conclusione.

Questo racconto parla di una Roma, vissuta da un Re Senza Corona.

Nessun castello, nessun cavallo. Solo vicoli ed Sh.

Ps: in vista dell’estate è stata aggiunta la traccia For Real con Dani Faiv. Questa non l’ho considerata perché non c’entra nulla con l’album. Re Senza Corona iniziava con Rolex, che ora è al numero 2. Iniziate pure da questa e solo dopo, come ultima traccia, sentitevi pure For Real. Consiglio sincero e spassionato.

 

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